{"id":247,"date":"2015-09-14T16:37:32","date_gmt":"2015-09-14T15:37:32","guid":{"rendered":"http:\/\/azzurroticino.it\/?page_id=247"},"modified":"2024-11-25T15:15:34","modified_gmt":"2024-11-25T14:15:34","slug":"psicogenesi-dei-sintomi-nel-passeggero-del-volo-in-parapendio-biposto","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/azzurroticino.it\/?page_id=247","title":{"rendered":"PSICOLOGIA  DEL VOLO : PSICOGENESI DEI SINTOMI NEL PASSEGGERO DEL VOLO IN PARAPENDIO BIPOSTO"},"content":{"rendered":"<p><strong>PSICOGENESI DEI SINTOMI NEL PASSEGGERO DEL VOLO IN PARAPENDIO BIPOSTO . . .&nbsp; <\/strong><strong>E\u2019 POSSIBILE PREVENIRLI ?&nbsp;&nbsp; <\/strong><strong>COME AFFRONTARLI ?<\/strong><\/p>\n<p><em>di Angelo Garavaglia, pilota abilitato al volo con passeggero, psicologo psicoterapeuta, direttore sociale della asl della provincia di Sondrio <\/em><\/p>\n<p>Circa dieci anni fa ho cominciato a fare i primi studi sperimentali di psicologia del volo. La mia intenzione iniziale era di validare un test (il fly mental health questionnaire) con valore predittivo sulla carriera di pilota, oltre che raccogliere informazioni sulla risonanza intima dell\u2019esperienza di volo. Con l\u2019aiuto dell\u2019amico Angelo Cardillo, genio del web ed ottimo pilota, ho postato sul mio sito <a href=\"http:\/\/www.azzurroticino.it\/\">www.azzurroticino.it<\/a> una batteria di test, e oltre 400 piloti hanno partecipato allo studio.Per inciso, se sei un pilota e se puoi dedicarmi mezz\u2019ora del tuo tempo, anche oggi puoi partecipare a questa ricerca . . .<\/p>\n<p>Lo studio, oltre a validare il questionario, mi ha permesso di cominciare a dare delle risposte alle domande che molti si fanno . . . Perch\u00e9 il 50% dei piloti brevettati smette l\u2019attivit\u00e0 nel primo anno ? Perch\u00e9 su 10 vololiberisti, 9 sono maschi ? Che rapporto c\u2019\u00e8 tra volo e regolazione della produzione di adrenalina ? Che benefici pu\u00f2 dare l\u2019esperienza di volo nella cura di malanni fisici o psicologici ?<\/p>\n<p>Per chiudere la ricerca e cominciare a pubblicare su riviste scientifiche avrei bisogno di pi\u00f9 tempo e di uno sponsor che mi finanzi i dosaggi ormonali a cavie prima e dopo il volo. Penso tuttavia che dovr\u00f2 rassegnarmi ad aspettare la pensione . . . Se e quando me la daranno . . .<\/p>\n<p>. . . Ma qualcosa ho gi\u00e0 cominciato a fare, sperimentandolo con i passeggeri che porto in volo con me . . . Riesco a predire con buona approssimazione se un passeggero presenter\u00e0 sintomi, fornisco delle buone ragioni per affrontare comunque il volo, anche se non sar\u00e0 una esperienza del tutto piacevole, ho messo a punto dei validi antidoti per diminuire la sintomatologia e, nonostante il malessere patito, spesso riesco a convincere a tornare a volare per portare a termine <em>la cura<\/em>.<\/p>\n<p>Ma andiamo con ordine . . . Quali sono i sintomi che ogni pilota di parapendio biposto ha osservato mediamente in un passeggero su 4 ? Si tratta di una sequenza che parte delle vertigini e pu\u00f2 concludersi nello svenimento psicogeno passando per la nausea, l\u2019alessitimia e il vomito . . .<\/p>\n<p>I sintomi si intensificano con il guadagno quota. Per questo molti bipostisti professionisti non accennano neanche a sfruttare le termiche e, alla prima avvisaglia di malessere cercano di scendere il pi\u00f9 velocemente possibile.<\/p>\n<p>Il volo, che nell\u2019aspettativa del passeggero dovrebbe essere una esperienza di gioia, in sicurezza, rischia di trasformarsi in un evento da dimenticare.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 possibile evitare questa drammatica conclusione ?<\/p>\n<p>Per capire il da farsi dobbiamo fare una premessa. Uno degli esiti pi\u00f9 promettenti del mio studio dimostra che, mentre <em>la parte cosciente del cervello<\/em> rappresenta il volo come il proprio corpo che si invola appeso a un\u2019ala che obbedisce al teorema di Bernoulli, <em>la parte inconscia<\/em> invece, gli strati pi\u00f9 profondi, attraverso il volo, risperimentano dal punto di vista del carico ormonale, della cenestesi, della propriocezione e della concatenazione simbolica quello che \u00e8 avvenuto quando siamo nati .<\/p>\n<p>Si tratta di una \u201creinfetazione\u201d, di una rinascita, di un \u201crebirthing\u201d . . . Ma a differenza della psicanalisi in cui il processo \u00e8 <em>lungo \u2013 doloroso e costoso<\/em>, con il volo <em>si attua in una sola seduta<\/em> \u2013 resta <em>molto doloroso se non viene anticipato<\/em>, spiegato e in qualche modo governato . . . <em>per quanto riguarda il costo non c\u2019\u00e8 paragone<\/em> . .<\/p>\n<p>Certo, il pilota per poterne parlare, deve sapere prima lui quello che va scatenando nel cervello del suo passeggero e, soprattutto se vuole portarlo in alto, avvertirlo di quello che pu\u00f2 accadere, del perch\u00e9 accade, e di come affrontare l\u2019eventualit\u00e0 e per finire dei benefici che pu\u00f2 avere se \u00e8 disposto ad affrontare la sofferenza e arrivare a vincerla (in una, 2 o 3 sedute)<\/p>\n<p>Potremmo avere in mano la chiave non solo per percorrere tanta strada in poco tempo (il volo \u00e8 nato per questo) ma, se lo applichiamo alla clinica psicologica, per <em>rielaborare il trauma da parto in poche sedute<\/em> . . .<\/p>\n<p>Una vera e propria rivoluzione . . .<\/p>\n<p>Non posso ovviamente fare qui un trattato, ma sulla base della divulgazione che ne \u00e8 stata fatta negli ultimi decenni molti sanno che la psicodiagnosi psicanalitica si fonda sulla teoria del trauma : tanto pi\u00f9 il trauma \u00e8 precoce, tanto pi\u00f9 la malattia \u00e8 grave e la cura difficoltosa e dolorosa . . . I traumi nei primi momenti di vita sono i pi\u00f9 complessi perch\u00e9, anche se li vogliamo dimenticare, i neuroni ne conservano le tracce di memoria e la coscienza si organizza per allontanarsene attraverso un complesso sistema di difese . . .<\/p>\n<p>Possiamo raffigurare i meccanismi di difesa come un sistema refrigerante : corrente elettrica che viene utilizzata per CONGELARE E INCISTARE queste tracce di memoria traumatica e per consentirci di vivere nonostante la loro esistenza.<\/p>\n<p>La psicanalisi ci ha insegnato che finch\u00e8 siamo giovani e abbiamo energie da vendere, possiamo permetterci meccanismi di difesa anche molto costosi . . . Purtroppo le energie che utilizziamo per \u201crefrigerare\u201d non le possiamo utilizzare per arricchire la nostra vita di relazione . . .<\/p>\n<p>Il processo \u00e8 assolutamente inconsapevole e automatico e noi ne vediamo solo gli effetti : se usiamo le nostre energie per \u201crefrigerare\u201d il trauma da parto non possiamo utilizzarle per godere dell\u2019esperienza di volo . . .<\/p>\n<p>Qualsiasi volo, ma soprattutto il volo senza la carlinga \u00e8 uno \u201cscongelatore\u201d naturale del trauma da parto. Pensate al corto circuito che si scatena nei cervello dei nostri passeggeri . . . Per tenere refrigerato quello che si sta \u201cscongelando\u201d, senza accorgersi, pompano nel cervello una quantit\u00e0 esagerata di corrente, innescando di fatto un vero e proprio \u201ccollasso\u201d. . .<\/p>\n<p>Una rassicurazione : di questo \u201ccollasso\u201d non \u00e8 mai morto nessuno! Quando il cervello del passeggero arriva al punto di rottura, scatta un relais naturale che innesca lo \u201csvenimento psicogeno\u201d, un regolatore naturale che salvaguarda le funzioni vitali cardiache e respiratorie, spegnendo la coscienza . . .<\/p>\n<p>Il pilota non deve spaventarsi . . . Imposta l\u2019atterraggio . . . e l\u2019unica precauzione, una volta atterrati, sdraia il passeggero possibilmente con le gambe in alto e la testa in basso infilando il proprio imbrago sotto le gambe del passeggero.<\/p>\n<p><strong>Breve inciso sui traumi e sulla loro risonanza intima<\/strong><\/p>\n<p>Mi hanno scritto alcuni colleghi per avere delucidazioni su che cosa si intende per trauma da parto . . . Cerco di chiarire . . . Sembra che venire al mondo sia una esperienza complessa per tutti . . . Riviviamo qualcosa di simile in tutti i momenti di passaggio della nostra vita : <em>la notte prima degli esami<\/em> . . .<\/p>\n<p>Se l\u2019esame ci va bene tutto il travaglio scompare . . . Resta una flebile traccia che si riattiva al prossimo evento critico . . .<\/p>\n<p>Ma se l\u2019esame va male, la traccia si trasforma in un solco . . . E le energie che ci dobbiamo mettere per affrontare quello successivo diventano sempre pi\u00f9 importanti . . .<\/p>\n<p>I traumi sono sempre dei fardelli pesanti da portare . . . L\u2019unico antidoto conosciuto per curare il trauma \u00e8 raccontarlo a qualcuno . . . E infatti ad ogni evento catastrofico, a fianco delle ruspe e degli ospedali da campo, si usa mandare squadre di psicologi volontari che \u201cfanno parlare\u201d.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 a parlarne l\u2019elaborazione \u00e8 difficile ! Pensate a come \u00e8 pesante un guaio che ci capita quando non sappiamo ancora parlare . . . Il cervello ha solo una via d\u2019uscita : metterlo via e aspettare che si impari a parlare per elaborarlo . . .<\/p>\n<p>Una volta si pensava che il cervello dei bambini funzionasse diverso : che il bambino non capisce . . . e quindi non soffre . . . La neuropsicobiologia ha dimostrato che i neuroni degli adulti e dei bambini sono abili a registrare qualsiasi evento . . . Il bambino ha, per ovvie ragioni, uno spazio di memoria maggiore (se il cervello fosse un computer diremmo che ha una memoria RAM con pi\u00f9 giga liberi)<\/p>\n<p>Secondo la psicanalisi per\u00f2, quello che viene conservato nella mente, invece di rimpicciolirsi, si ingrossa . . . Il mondo di oggi per funzionare richiede sempre pi\u00f9 energia . . . Ma se l\u2019energia dentro il nostro cervello la utilizziamo per refrigerare i traumi non possiamo utilizzarla per il nostro successo! Per questo la scienza per scaricare i traumi diventa sempre pi\u00f9 importante! Il risparmio energetico e l\u2019uso di fonti rinnovabili \u00e8 fondamentale nell\u2019economia di una nazione come nell\u2019economia interna di ciascun individuo . . .<\/p>\n<p>Quando le cellule fotovoltaiche erano grosse e molto costose nessuno le metteva sul tetto. Adesso che sono pi\u00f9 maneggevoli e ci sono anche agevolazioni fiscali il discorso cambia. . . Se troviamo un sistema pi\u00f9 veloce ed economico per un <em>rebirthing<\/em> che non siano ore e ore sul lettino dello psicanalista e che sia alla portata di tutti, magari ne approfittiamo . . .<\/p>\n<p>Il volo ha la potenzialit\u00e0 di scongelare e spedire verso la coscienza esperienze traumatiche precoci . . . Per fare degli esempi, pensiamo all\u2019incazzatura che prova un feto quando la placenta della mamma smette di alimentarlo . . . l\u2019ecografista si accorge e allora lo tirano fuori prematuro . . . Oppure condividere l\u2019utero con un gemello che ti toglie spazio e cibo . . . Oppure soffocare appena nati per un cordone ombelicale intorno al collo . . . Oppure essere abbandonati dai propri genitori appena venuti al mondo . . .<\/p>\n<p>Per tutti il parto \u00e8 un trauma . . . Ma per qualcuno \u00e8 pi\u00f9 trauma . . . E sono proprio queste signore e questi signori <em>trauma pi\u00f9 <\/em>che diventano sintomatici in volo con il parapendio biposto. . . E pensate che non sono proprio i pi\u00f9 gravi . . . Quelli trauma +++ sono quel 30% della popolazione che rifiuta di volare anche nella carlinga e che costituiscono un serio problema per lo sviluppo dell\u2019aviazione civile . . .&nbsp;&nbsp;Ciascuno di noi pu\u00f2 fare una semplice prova empirica per falsificare queste affermazioni : conosciamo qualcuno che non ha mai volato per il terrore di prendere un aereo ?&nbsp; Oppure che ha volato una sola volta e ha deciso di chiudere con l&#8217;aviazione?&nbsp; Se si, chiediamogli come \u00e8 nato . . .<\/p>\n<p>Pensate che per recuperare almeno una fetta dei tanti <em>not flying <\/em>le maggiori compagnie aeree organizzano corsi specifici, ma con risultati per loro stessa ammissione molto scarsi : rilassamento autogeno, condizionamento, accompagnamento.<\/p>\n<p>Noi invece andiamo alla radice : non promettiamo al passeggero che <em>non star\u00e0 male<\/em>. Gli diciamo <em>perch\u00e9 sta male<\/em> e gli garantiamo che se \u00e8 disponibile a sopportare questa sofferenza porter\u00e0 a casa un gran risultato . . Perch\u00e9 qualsiasi cura, anche la pi\u00f9 blanda, comporta tempo e sofferenza !<\/p>\n<p>Mentre vado con la navetta in decollo spiego al mio passeggero che ogni sport ha una componente di <em>sfida alla ragione<\/em> : per imparare lo sci verrebbe pi\u00f9 rassicurante guardare verso monte, invece dobbiamo guardare a valle per piegare gli sci a monte . . . per imparare a nuotare dobbiamo mettere la testa sotto l\u2019acqua e tenere gli occhi aperti . . . per imparare ad arrampicare dobbiamo guardare dritto e non gi\u00f9 . . .<\/p>\n<p>Per il volo le sfide alla ragione sono almeno 2 contemporaneamente : La prima vincere quella mano invisibile che all\u2019involo, invece di farci correre sul prato in leggera pendenza, ci blocca . . . La seconda \u00e8 la sovrapproduzione di adrenalina, vicina ai livelli del parto che di fatto \u201cscongela\u201d le tracce di memoria del trauma . . .<\/p>\n<p>E occorre avvisare il passeggero di entrambe . . . Chiedendo almeno al passeggero come \u00e8 nato, se \u00e8 nato da parto <em>eutocico<\/em> o <em>distocico, prematuro,gemellare. . . <\/em><\/p>\n<p>Ma la casistica non finisce qui. . . Fra i traumi, oltre a quelli di natura biologica, dobbiamo considerare anche quelli psicologici : a me \u00e8 capitato ad esempio un grave malessere in volo da bambino abbandonato e adottato alla nascita che ha avuto vergogna di dirmelo prima.<\/p>\n<p>Se c\u2019\u00e8 anche la pi\u00f9 remota possibilit\u00e0 di sofferenza alla nascita, oltre a preavvertire il passeggero che potrebbero presentarsi dei sintomi che rischiano di rendere sgradevole l\u2019esperienza di volo ma possono essere importanti, se affrontati, per la propria crescita personale, dobbiamo fornire al nostro passeggero\/paziente alcuni strumenti per limitare la dirompenza sintomatica . . . Ma questo \u00e8 un argomento che affronteremo in una prossima seduta . . .<\/p>\n<p><strong>Come prevenire e governare i sintomi in volo <\/strong><\/p>\n<p>Se mi avete seguito fin qui in questo commento dei dati sperimentali che ho raccolto, avrete senz\u2019altro capito che il volo \u201cscongela\u201d il trauma da parto. . .<\/p>\n<p>Anche senza avere fatto questi studi, ciascun praticante, di minima, da indicazioni ai propri passeggeri su accorgimenti da osservare prima del volo : gli diciamo di calzare scarponi che fasciano la caviglia per prevenire storte. . . gli diciamo, se possibile di \u201cstare leggeri\u201d col cibo. . . se soffre di \u201cmal d\u2019auto\u201d o \u201cmal d\u2019aria\u201d di aiutarsi con lo zenzero o con gomme da masticare o farmaci utilizzati abitualmente ma dietro prescrizione medica . . . assumere vitamine del gruppo B . . .<\/p>\n<p>Per quanto mi riguarda, per mettere a punto antidoti efficaci ai malanni, una volta individuata la psicogenesi, ho osservato l\u2019evento nascita per capire come il bambino risponde naturalmente e capire il perch\u00e9 di questi comportamenti . . .<\/p>\n<p>Si \u00e8 trattato quindi di osservare la nascita . . . Come risponde qualsiasi essere umano? Facile : piange . . . grida . . . Qualsiasi sia la risposta, funzionalmente sembra che l\u2019organo che viene maggiormente sollecitato \u00e8 il diaframma . . . Andrew Taylor Still, padre dell&#8217;osteopatia e grande conoscitore dell&#8217;anatomia umana, descrivendo il diaframma toracico disse: &#8220;Per mezzo mio vivete e per mezzo mio morite. Nelle mani ho potere di vita e morte, imparate a conoscermi e siate sereni&#8221;.<br \/>\nSicuramente la frase di Still \u00e8 di assoluto effetto e ci fa capire quanto il diaframma sia una parte fondamentale del nostro organismo.<\/p>\n<p>Dobbiamo convincere il nostro passeggero a gridare . . . ma non un grido qualsiasi, di gola . . . dobbiamo convincerlo a gridare <em>di pancia<\/em> : se rivedete i vostri filmati vi accorgerete che ogni vostro passeggero l\u2019ha fatto spontaneamente, nelle forme pi\u00f9 diverse ma l\u2019ha fatto . . . Si tratta di farlo nel modo pi\u00f9 efficace perch\u00e9 si \u00e8 capito che serve proprio questo per ottenere il massimo effetto curativo . . .<\/p>\n<p>Vi sarete accorti che chi \u00e8 candidato a diventare sintomatico diventa progressivamente muto . . . Magari in navetta continuava a parlare . . . Dall\u2019involo in poi non spiaccica pi\u00f9 una parola . . . Il trauma sta ritornando a dettare legge . . . Per questo, anche se non siete degli strizzarcervelli di professione dovete tenere pronto un armamentario di domande che obbligano il passeggero a parlare (da dove arrivi, quanti anni hai, scuola, lavoro, hobby,famiglia,amici,sport,vita sessuale\u2026). Mi rendo conto, magari vi annoia, ma se non lo fate per autentico interesse antropologico, almeno fatelo per la scienza! Fate le domande a voce alta, e anche se avete capito la risposta fate finta di non aver sentito, cos\u00ec obbligate a ripetere a voce alta . . . Quanta \u00e8 pi\u00f9 alto il volume della voce, tanto pi\u00f9 il diaframma si muove, tanto pi\u00f9 riuscite a prevenire o governare i sintomi . . .<\/p>\n<p>Non sfruttate le prime termiche che arrivano, ma, se possibile, \u201cacclimatate\u201d il passeggero veleggiando a quota decollo, e pre-concordate prima del decollo che, se solo a richiesta salirete di quota.<\/p>\n<p>Tenete presente che, mentre il volo in discesa sollecita il sistema noradrenergico, il volo in salita sollecita il sistema adrenergico (per questo diventa pi\u00f9 sintomatico il volo in parapendio rispetto al volo con il paracadute : in tutt\u2019e due i casi si muove tanta adrenalina attraverso l\u2019attivit\u00e0 immaginativa che precede l\u2019evento (tutti i passeggeri, chi pi\u00f9 chi meno, riferiscono ansia anticipatoria). Il parapendio per\u00f2 pu\u00f2 salire, senza carlinga e da soli (il passeggero non vede il faccione di nessun altro intorno a se\u2019 . . .<\/p>\n<p>Non bisogna avere schifo del vomito . . . Quando il conato diventa un evento possibile ci mettiamo di traverso rispetto alla direzione del vento e diciamo al passeggero di vomitare dalla parte sottovento . . . A me \u00e8 capitato solo una volta di vedere un vomito \u201calimentare\u201d, in una persona che aveva francamente ecceduto nel cibo e nell\u2019alcool per cui erano riconoscibili gli spaghetti alla chitarra, lo spezzatino con i funghi e il vino rosso . . . In tutti gli altri casi si tratta di conato con nausea quasi a voler buttare fuori per via orale, ma non con parole, una grande pena, una grande sofferenza tutta interiore e inspiegabile . . .<\/p>\n<p>Quando il sintomo compare, due sono le possibilit\u00e0 da lasciare al passeggero : o \u00e8 lui stesso, convinto della necessit\u00e0 di elaborare fino in fondo il proprio trauma da parto a dirci di continuare . . . Oppure, sempre il passeggero ci dice che \u00e8 venuto il momento di atterrare.<\/p>\n<p>Possiamo considerare risolto il trauma da parto se il passeggero\/paziente ci dice che vuole continuare : vuole finalmente guardare in faccia il fantasma piuttosto che tenerselo dentro o alle spalle . . . ma voi accetterete di continuare solo a patto che il passeggero non smetta mai di parlare o gemere . . .<\/p>\n<p>Se ci dice che vuole andare in atterraggio lo assecondiamo : o scendiamo veloci di spirale o di orecchie per arrivare a terra il prima possibile, oppure, se siamo pi\u00f9 clinici, continuiamo a far parlare o gemere con movimento di diaframma . . .<\/p>\n<p>Sappiatemi dire come \u00e8 andata . . . E buoni voli a tutti !<\/p>\n<p>Grazie dell\u2019attenzione !<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PSICOGENESI DEI SINTOMI NEL PASSEGGERO DEL VOLO IN PARAPENDIO BIPOSTO . . .&nbsp; E\u2019 POSSIBILE PREVENIRLI ?&nbsp;&nbsp; COME AFFRONTARLI ? di Angelo Garavaglia, pilota abilitato al volo con passeggero, psicologo psicoterapeuta, direttore sociale della asl della provincia di Sondrio Circa dieci anni fa ho cominciato a fare i primi studi sperimentali di psicologia del volo. 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